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À paraître

Stéphane Gioanni

Gouverner le monde par l’écrit : l’autorité pontificale en Dalmatie de l’Antiquité tardive à la réforme « grégorienne »



Bibliothèque des Écoles françaises d'Athènes et de Rome 386
Roma: École française de Rome, 2020

ISBN:  978-2-7283-0822-4
Prix: € 
État: À paraître

CEF568-copertina-nuova Marcella Aglietti, Mathieu Grenet, Fabrice Jesné (dir.) 

Consoli e consolati italiani dagli stati preunitari al fascismo (1802-1945)


Il volume raccoglie tredici contributi dedicati al ruolo svolto da consoli e consolati nella costruzione dello Stato e della nazione nell’Italia tra Otto e Novecento. Prima dell’Unità, negli anni della «diaspora italiana», comunità e sistemi consolari erano divisi tra sei Stati preunitari, seppur in presenza di una «italianità» già viva e attiva. Una italianità che è possibile ritrovare attraverso pratiche ben documentate nelle fonti consolari e, in particolare, nella speciale interazione esistente tra i consoli e i rispettivi rappresentati. L’obiettivo è stato dunque quello di esaminare l’evoluzione delle amministrazioni consolari italiane in quei decenni strategici e così rivelare quale sia stato il contributo di quelle istituzioni, impegnate in un processo di modernizzazione e di burocratizzazione, nella formazione del legame tra Stato e amministrati. I saggi ne seguono l’evoluzione attraverso il susseguirsi degli avvenimenti, dal dominio imperiale francese ai tentativi delle monarchie conservatrici di creare delle identità regionali, dalle vicende del lungo Quarantotto - che trasformò i consoli sardi nei promotori dell’unificazione delle Italie in una Italia - al momento della «transizione unitaria» e dell’età liberale, fino al Ventennio e ai nuovi compiti della promozione di una «italianità fascista». Un percorso che mette in luce fino a che punto i sistemi consolari delle Italie pre- e post-unitarie, finora quasi del tutto ignorati dalla storiografia, siano stati protagonisti nella genesi dello Stato e della nazione, tanto più se analizzati attraverso la lente comparativa e il confronto con altre realtà d’oltreconfine.

 

Marcella Aglietti è professore ordinario di storia delle istituzioni politiche presso il Dipartimento di Scienze politiche dell’Università di Pisa. Ha al suo attivo saggi e monografie sui temi della storia consolare, della cittadinanza e delle "istituzioni di confine” frutto di collaborazioni di ricerca in Italia, Spagna e Francia. 

 

Mathieu Grenet è maître de conférences di storia moderna all’INU Champollion di Albi e membro Junior dell’Institut Universitaire de France. È autore di La Fabrique communautaire : les Grecs à Venise, Livourne et Marseille, 1770-1840 (Roma-Atene, 2016), e ha pubblicato vari saggi sul tema delle mobilità internazionali, degli scambi interculturali e della costruzione delle identità in età moderna.

 

Fabrice Jesné è maître de conférences di storia contemporanea all’Università di Nantes e direttore per gli studi moderni e contemporanei all’École française de Rome. I suoi studi si sono concentrati sulla storia politica balcanica dell’Italia liberale e, più recentemente, sull’istituto consolare italiano in età contemporanea.


Collection de l'École française de Rome 568
Roma: École française de Rome, 2020

ISBN:  978-2-7283-1414-4
Prix: € 
État: À paraître

CEF569-Piffanelli-couverture-bis Luciano Piffanelli

Contra et adversus dominum ducem Mediolani : politica e diplomazia nell’Italia del Rinascimento al tempo del conflitto tra Firenze e Milano


Partendo dalla «lunga et grande guerra d’Italia» (Goro Dati) condotta nella prima metà del XV secolo da una mutevole coalizione di potentati italiani contro Filippo Maria Visconti, il volume ne approfondisce ragioni e dinamiche spesso risalenti al secolo precedente, e porta all’attenzione le ripercussioni che queste guerre ebbero su alcuni degli importanti cambiamenti politici, diplomatici e culturali intercorsi nell’Italia del Rinascimento tra Quattro e Cinquecento. Incardinato su un ricco corpus documentario e su una folta bibliografia, il lavoro si pone su un piano duplice: da un lato, la ricostruzione e l’analisi degli avvenimenti inerenti alle origini di questo scontro antivisconteo (finora non del tutto studiato, se si eccettua un lavoro del 1888), qui indagato attraverso un approccio interdisciplinare e multidisciplinare che stabilisce intersezioni tra ambiti di ricerca spesso ritenuti non così prossimi tra loro; dall’altro, propone una lettura più dilatata, che permette di cogliere certe dinamiche e caratteristiche del « lungo Quattrocento » italiano, così come le peculiarità di un conflitto militare e ideologico, condotto con gli eserciti ma anche con le armi della retorica. In un jeu d’échelles costantemente dichiarato, lo sguardo è dunque cronologicamente e metodologicamente meno ristretto, e lo studio affronta in filigrana i problemi posti e le possibilità offerte dal fare oggi storia della diplomazia, sul piano tanto narrativo quanto epistemologico-disciplinare.

 

Luciano Piffanelli insegna Storia moderna e Archivistica all’Université de Picardie. Membro di diversi centri di ricerca, la sua attività scientifica si concentra su politica, cultura e società in Italia tra XIV e XVII secolo, da una prospettiva fortemente interdisciplinare: semiotica dello spazio e territorialità del potere; archivi, scrittura e cultura scritta; emotional studies; violenza, conflittualità, processi di pacificazione. Dal 2019, dirige l’asse di ricerca Archives of Peace, presso il Medici Archive Project.


Collection de l'École française de Rome 569
Roma: École française de Rome, 2020

ISBN: 
Prix: € 
État: À paraître

Olivier Poncet (éd.) 

Une éducation savante : lettres de Marie-René de La Blanchère à Auguste Geffroy (1878-1886)


Marie-René de La Blanchère (1853-1896), jeune normalien envoyé à l'École française de Rome, pour y poursuivre des recherches en archéologie a entretenu un dialogue épistolaire soutenu avec son directeur, Auguste Geffroy (1820-1895), durant ses années en Italie (1878-1881) et plus tard pendant ses années d'installation en Afrique du Nord (1881-1886). Il émane du souvenir de cet échange – les 122 lettres conservées sont intégralement du seul La Blanchère – un saisissant parfum d'audace et de liberté créatrices. Ancrée autour des fouilles et explorations de La Blanchère à Terracina, préfiguration de sa thèse de doctorat soutenue en 1883, et de ses premiers pas d'enseignant et d'administrateur du patrimoine en Afrique du Nord, cette correspondance restitue une « éducation savante » nouée autour de l’École de Rome, une institution originale pensée pour donner à la science historique française les moyens d’une accélération décisive à la hauteur du projet politique républicain.
 
Olivier Poncet, ancien membre de l'École française de Rome, est professeur d'histoire des institutions et des archives de l'époque moderne à l'École des chartes. Ses travaux portent sur l'histoire de l'écrit, des pouvoirs et des sociétés de la France et de l'Italie modernes. Il consacre par ailleurs une partie de ses recherches à l'étude des institutions et des acteurs.


Sources et documents 11
Roma: École française de Rome, 2020

ISBN:  978-2-7283-1417-1
Prix: € 
État: À paraître

Stéphane Bourdin, Alessandro Pagliara (dir.) 

Marie-René de La Blanchère, dalle terre pontine all’Africa romana


Theodor Mommsen aveva ventisette anni nel 1844, quando giunse la prima volta in Italia, dando inizio alla straordinaria avventura epigrafica che l’avrebbe condotto a pubblicare le Inscriptiones Regni Neapolitani Latinae (1852) e quindi alla progettazione del Corpus Inscriptionum Latinarum. Marie-René de La Blanchère (Tours, 17 febbraio 1853 – Parigi, 30 maggio 1896) ne aveva ventisei nel ’79, al momento dell’arrivo presso la neonata École française de Rome con l’obiettivo di indagare le antichità della regione pontina : iniziava allora una contrastata (e per certi versi drammatica) vicenda di vita e di ricerca, il cui principale frutto resta il “saggio di storia locale” su Terracine (1884), preceduto e seguito da importanti contributi sul Latium adiectum e l’Africa romana; nel 1885 l’Autore si sarebbe trasferito in Tunisia, dove divenne protagonista della vasta opera di studio e salvaguardia delle antichità locali, culminata nella fondazione del Museo del Bardo.

Questo libro raccoglie gli atti del convegno internazionale «Dalle terre pontine all’Africa romana: Marie René de La Blanchère, archeologo, epigrafista, orientalista» (San Felice Circeo, 3-4 giugno 2016), organizzato dall’École francaise de Rome e dal Comune di San Felice Circeo (LT) in sinergia con la Soprintendenza archeologica del Lazio Meridionale, con “Sapienza” Università di Roma e l’Università della Tuscia di Viterbo. Nel ripercorrere le tappe della carriera scientifica di La Blanchère, il volume – arricchito dalla prima bibliografia sistematica degli scritti dell’Autore – affronta alcuni momenti chiave della politica culturale della Francia di fine Ottocento, sullo sfondo della virtuosa competizione tra le istituzioni archeologiche europee in Italia, soffermandosi in particolare sulle tappe della ‘scoperta’ delle antichità del Lazio meridionale, negli anni in cui si compiva la titanica impresa dei volumi IX e X del CIL (1883).

 

Stéphane Bourdin, già direttore degli studi per l'Antichità all'École française de Rome, è professore ordinario di storia romana all'Université Lumière Lyon 2 e vice-direttore scientifico dell'Istituto per le scienze umane e sociali del CNRS. Le sue ricerche portano sull'organizzazione politica e territoriale e sull'identità dei popoli dell'Italia preromana; dirige attualmente due programmi di ricerca sulle agglomerazioni urbane della Lucania interna (con O. de Cazanove) e sull'allevamento transumante in Italia centrale.

 

Alessandro Pagliara insegna Storia romana presso il Dipartimento di Discipline Umanistiche, Sociali e delle Imprese Culturali dell’Università di Parma. Tra i suoi temi di indagine sono la colonizzazione greca in Occidente, l’etnografia dell’Italia preromana, la storia della Sicilia e del Latium adiectum in epoca romana, la riflessione sulla musica nel mondo antico, i rapporti tra retorica, filosofia e politica in quello tardoantico, il conflitto tra paganesimo e cristianesimo, il riuso della romanità in epoca fascista.

 


Collection de l'École française de Rome 566
Roma: École française de Rome, 2019
211 p., ill. n/b
ISBN:  9782728314140 (papier) ; 9782728314157 (en ligne)
Prix: € 21
État: À paraître

CEF564_couverture-BR Katell Berthelot (dir.) 

Reconsidering Roman power: Roman, Greek, Jewish and Christian perceptions and reactions


Among the imperial states of the ancient world, the Roman empire stands out for its geographical extent, its longevity and its might. This collective volume investigates how the many peoples inhabiting Rome’s vast empire perceived, experienced, and reacted to both the concrete and the ideological aspects of Roman power. More precisely, it explores how they dealt with Roman might through their religious and political rituals; what they regarded as the empire’s distinctive features, as well as its particular limitations and weaknesses; what forms of criticism they developed towards the way Romans exercised power; and what kind of impact the encounter with Roman power had upon the ways they defined themselves and reflected about power in general. 
This volume is unusual in bringing Jewish, and especially rabbinic, sources and perspectives together with Roman, Greek or Christian ones. This is the result of its being part of the research program “Judaism and Rome” (ERC Grant Agreement no. 614 424), dedicated to the study of the impact of the Roman empire upon ancient Judaism.
 
 
Katell Berthelot is a CNRS Professor working on the history of Jews and Judaism in the Greco-Roman world, and a member of the TDMAM research center at Aix-Marseille University (UMR 7297). In 2014-2019 she was the Principal Investigator of the ERC “Judaism and Rome”. 
 


Collection de l'École française de Rome 564
Roma: École française de Rome, 2020

ISBN:  978-2-7283-1408-9 ; 978-2-7283-1411-9 (EPub)
Prix: € 
État: À paraître